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L’Istituto di Cultura Italo-Tedesca / Goethe-Zentrum Verona ha il piacere di comunicare che ha organizzato lo spettacolo teatrale

PrOsare Borchert - Dalle novelle delle macerie o del punto zero

di WOLFGANG BORCHERT

interpretazione e regia di Gianfelice D'Accolti

Lo spettacolo si terrà giovedì 13 novembre alle ore 11:00 presso il Liceo “Fracastoro”, che gentilmente offre i propri spazi didattici per la realizzazione dell'evento.

Lo spettacolo porta la firma di Gianfelice D’Accolti, una interpretazione dalle prose di un autore tedesco non molto conosciuto in Italia, Wolfgang Borchert (1921-1947), ostinato poeta contro la guerra e antinazista, morto giovanissimo. È una assoluta novità. Di lui è famoso soltanto il testo teatrale "Fuori davanti alla porta"; Gianfelice invece interpreta le sue prose, sconosciute a tutti praticamente. Il titolo dello spettacolo, inizialmente “Borchert Konzert” è ora PrOsare Borchert, grazie all’acuto suggerimento della drammaturga Maila Ermini, per meglio enfatizzare la sfida di portare in scena prosa diretta e osare contro guerra e riarmo, concetti subdolamente imposti quanto supinamente accettati dalla massa. In questi tempi sembra un autore oltremodo necessario.

L’azione scenica è costruita su cinque novelle ("Quel martedì" - "Il pane" - "Il mio fratellino pallido" - "Tutte le latterie si chiamano Hinsch" - "L’orologio da cucina") che insieme tracciano la condizione del reduce elevata da Borchert a categoria umana universale: il vivo che guarda il mondo con gli occhi del morto e perciò tutto gli è assurdo, inspiegabile, grottesco, orribilmente comico. Ma quel ritmo, quella lingua, quella lirica, lungi dall’essere mero esercizio di stile, sono l’afflato stesso di Borchert nella sua aspirazione ad un mondo di pace, di giustizia, di amore che oggi conferma e ancor più riacquista prepotente la sua drammatica, necessaria attualità; la sua arte ammonisce che ogni uomo è un potenziale reduce se non ribadisce con forza che “non c’è che una risposta!” al richiamo orribile della guerra: l’urgenza di preservarsi umani.

I cinque racconti fusi insieme nel continuum scenico, pur separati e viventi di vita propria, evocano così un unico respiro drammatico che ambisce ad essere la musica stessa dell'anima di Borchert, il suo mondo.