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Mostra "Barbara Yelin: Disegnare le vite", 2 - 31 marzo 2026

L’Istituto di Cultura Italo-Tedesca / Goethe-Zentrum Verona invita cordialmente alla mostra Barbara Yelin: Disegnare le vite

Durata mostra: 02 – 31 marzo 2026
Orari mostra: dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 15-18

Istituto di Cultura Italo-Tedesca / Goethe-Zentrum Verona, Via S. Carlo 9 - Verona

Un’iniziativa del Goethe-Institut di Roma, a cura dell’Associazione Culturale Hamelin, in collaborazione con Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, Reprodukt, Goethe-Zentrum Verona, Volkswagen Group Italia, Air Dolomiti. Media partner: Internazionale

Per visitare la mostra in via San Carlo 9, messa gentilmente a disposizione dal Goethe-Institut Italien, è richiesta la prenotazione.

© Barbara Yelin, Reprodukt 2025

© Barbara Yelin, Reprodukt 2025

Le vite degli altri come cifra poetica
Yelin affronta il tema della memoria attraverso le vite di alcune persone e personaggi: Therese Giehse, figura rivoluzionaria del teatro tedesco, prima attrice protagonista di Madre Coraggio di Bertolt Brecht e cofondatrice, assieme a Erika e Klaus Mann, del cabaret politico Die Pfeffermühle (Die Giehse – Ein Leben für das Theater 1898-1975, Reprodukt, 2025); Emmie Arbel, sopravvissuta dal campo di sterminio di Ravensbrück e Bergen-Belsen e protagonista di una complessa e dolorosa vicenda personale segnata da violenza e resistenza (Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung, Reprodukt, 2023); Irmina, personaggio di finzione ma ispirato a vicenda vera, che ripercorre la dura scelta nei tempi del nazionalsocialismo tra sentimenti, libertà personale e la spinta al riconoscimento sociale (Irmina, Reprodukt, 2014); Kidane, immigrato eritreo nella Berna dei nostri giorni (Unsichtbar, autoprodotto, 2019; Invisibile, trad. di Susanna Karasz, Internazionale, 2021).

Ricostruire le “vite degli altri” è una cifra della poetica di Yelin, che si sostanza attraverso una grande opera di scavo e di indagine che traduce una urgenza di documentazione e immersione. Si tratta di un incontro più ravvicinato possibile con le fonti, siano esse quelle di studio e d’archivio (per ricostruire vicende e anche contesti, con attenzione ad ogni dettaglio), siano esse quelle viventi, come testimoniano le lunghissime conversazioni con Emmie Arbel, che sono la materia viva del ritracciare la memoria.

Il graphic novel come strumento di memoria
C’è un interrogativo radicale e profondo con cui l’artista prova a dialogare attraverso la narrazione per immagini: come si va incontro alla Storia? Come si può raccontare il fragile legame fra ciò che è passato e le sue tracce nel presente? Yelin trova una chiave potentissima nel fumetto come via per non tradire il tessuto fragile e labile della memoria, fatto di pieni ma anche di grandi vuoti, spesso incolmabili e necessari. Del fumetto sfrutta la capacità di “dire senza dire”, “mostrare senza mostrare”, dare attraverso le figure un corpo a emozioni, sensazioni, anche “illuminazioni” che ci riportano a un vissuto, dove oggettività e soggettività si mescolano.

Yelin eccelle come narratrice per parole e immagini, proprio per la sua capacità di rendere questo complesso nodo. Attraverso di esse riesce a toccare ferite profonde e questioni, in cui distinguere, capire e non restare alla superficie è un atto politico complesso e dovuto.

Biografia
Barbara Yelin (*1977) ha studiato illustrazione all’Università di Scienze Applicate (HAW) di Amburgo dal 2000 al 2004. È disegnatrice di fumetti e autrice di graphic novel incentrati su temi documentaristici, storici e biografici. Le sue opere hanno ricevuto numerosi premi, tra cui recentemente il premio speciale della giuria del Comic-Salon Erlangen (2024). Opere (selezione): Emmie Arbel. Die Farbe der Erinnerung (Reprodukt, 2023), Der Sommer ihres Lebens (con Thomas von Steinaecker. Reprodukt, 2017), Irmina (Reprodukt, 2015). Nel 2024 ha ricevuto per Emmie Arbel il Premio Gustav Heinemann per la pace dedicato ai libri per bambini e ragazzi e nel 2025 il Premio Gegen Vergessen – Für Demokratie.
Vive e lavora a Monaco di Baviera. Da settembre 2025 è vincitrice del Premio Roma presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.